Le piante di caffè crescono meglio senza prodotti chimici

Microbi e funghi agiscono da biofertilizzanti, migliorando la loro crescita

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Un recente studio messicano ha suggerito che le piante di caffè e altre culture possono crescere bene anche senza fertilizzanti chimici: hanno bisogno solo di un terreno sano, con la giusta combinazione di funghi nativi che agiscono da biofertilizzanti, aumentando la quantità di fosforo nel suolo e il tasso d’assorbimento della pianta.

I ricercatori hanno identificato due particolari ceppi di funghi, che si trovano comunemente nel terreno e fungono da fertilizzanti naturali per la crescita delle colture.

Il primo è chiamato micorriza arbuscolare (AM). Le spore di questi funghi si trovano nel terreno ma, nel tempo, diventano parte delle radici di molte piante vascolari, per le quali assorbono i nutrienti dal terreno e li cedono in cambio di carbonio.

Il secondo ceppo è rappresentato dai funghi solubilizzanti fosfatici (funghi solubilizzanti P), muffe trasportate dal suolo, che aumentano la solubilità del fosforo nel terreno. Realizzano questo attraverso la produzione di enzimi che liberano il nutriente dai fosfati organici.

Il fosforo ha un ruolo importante nella crescita e nello sviluppo delle piante. Le piante di solito incontrano difficoltà ad assorbirlo, rendendo necessario l'uso di fertilizzanti chimici. Viste le caratteristiche dei due gruppi di funghi, i ricercatori sono arrivati alla conclusione che la combinazione di questi potrebbe essere la soluzione per evitare del tutto l’utilizzo di sostanze chimiche. Per questo hanno testato il tutto sulle piante di caffè (Coffea arabica L.). 

Nello studio, le piante sono state coltivate in un ambiente controllato prima di essere suddivise in diversi gruppi. Un gruppo è stato messo da parta per fungere da controllo, mentre gli altri hanno ricevuto un'inoculazione - assegnata a caso - di almeno un tipo di ceppo fungino. L’esperimento è durato 8 mesi.

I ricercatori hanno poi misurato i livelli fosforo, scoprendo che le piante che hanno ricevuto entrambi i funghi, o almeno uno dei due, crescevano meglio. Seguiranno, quindi, ulteriori ricerche.

Insomma, funghi e caffè, due elementi apparentemente così distanti, continuano a incontrarsi nel mondo della ricerca