Zuckerberg scrive il suo manifesto. È il primo passo per entrare in politica?

“Bisogna unire l'umanità: solo con una comunità globale potremo vivere in pace e prosperità”, ecco la gliobalizzazione secondo mr. Facebook

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Mark Zuckerberg, lanciando Facebook, di sicuro ha reso il mondo un posto più “connesso”, ma ora si è posto una nuova domanda: “Stiamo costruendo il mondo che vogliamo?”.

L’interrogativo è contenuto in un lungo post che non riguarda strettamente la sua azienda, ma allarga il campo in maniera “politica”, confermando le voci di chi lo immagina impegnato a correre per le presidenziali in un futuro prossimo.

Nel suo “manifesto”, il giovane amministratore di Facebook annuncia una serie di modifiche alla missione non ufficiale del social network che "negli ultimi dieci anni si è focalizzato nel mettere in contatto amici e familiari". Ora, in un mondo che tende a polarizzarsi e dove si stanno rafforzando le tendenze isolazioniste, "il nostro prossimo obiettivo sarà quello di sviluppare l'infrastruttura sociale per la nostra comunità - per sostenerci, per tenerci al sicuro, per informarci, per l’impegno civico e per l’inclusione".

Zuckerberg non cita mai Trump o la Brexit, ma i riferimenti sembrano chiari quando scrive: "in tempi come questi, la cosa più importante che Facebook può fare è sviluppare le infrastrutture sociali per dare alla gente la possibilità di costruire una comunità globale che funziona per tutti noi".

"Quando abbiamo cominciato - spiega - questa idea non era contestata. Ma ora, nel mondo ci sono persone lasciate indietro dalla globalizzazione e movimenti che spingono per il tirarsi indietro dalla connessione globale. Ci sono dubbi sul fatto possiamo creare una comunità globale che funzioni per tutti, e se il nostro percorso futuro è quello di collegare di più o di invertire la rotta".

Zuckerberg disegna la sua visione di globalizzazione: "le nostre più grandi opportunità sono ormai globali, come diffondere la prosperità e la libertà, la promozione della pace e della comprensione, aiutare le persone povere e accelerare lo sviluppo scientifico".

Ma, secondo mr. Facebook, anche le "sfide più grandi hanno bisogno di risposte globali, come porre fine al terrorismo, la lotta al cambiamento climatico, e la prevenzione delle malattie. Ii progresso richiede che l'umanità si riunisca, non solo nelle città o nelle nazioni, ma in quanto comunità globale".

“La mia speranza - conclude Zuckerberg - è che un crescente numero di persone impegni la propria energia per costruire l'infrastruttura sociale a lungo termine necessaria a riunire l'umanità".

 

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