SOS FLORIDA: le alghe tossiche stanno facendo una strage

Gli scienziati sono al lavoro per salvare i lamantini dall'avvelenamento causato dalla marea rossa in Florida

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Sono alghe monocellulare, milioni di alghe monocellulari, quelle che stanno invadendo le acque della Florida e che hanno preso il nome di «marea rossa» – visto che dal 2017 è questo il colore di cui hanno tinto le acque a ridosso delle coste sud-occidentali dello stato.

Gli scienziati si sono trovati davanti a un vero e proprio stato di emergenza, soprattutto negli ultimi mesi, che hanno visto le dannose proliferazioni di alghe causare morte e malattie a pesci, tartarughe, uccelli e mammiferi marini – compresi i lamantini. Proprio per questi ultimi, la Florida International University (FIU), in coalizione con il Mote Marine Laboratory, si è messa a correre contro il tempo: per neutralizzare gli avvelenamenti con un nuovo trattamento. Anche perché la marea rossa rappresenta il 10% delle morti dei lamantini nell'ultimo decennio e, a causa dell'attuale ciclo di fioritura, questa percentuale potrebbe triplicare nel prossimo futuro.

Grazie a una sovvenzione di ECOHAB, l'università ha potuto lanciare un programma triennale per migliorare le cure veterinarie per i lamantini colpiti dalla marea rossa della Florida e che si è riusciti a portare in salvo.

Il progetto consente agli scienziati di studiare le risposte immunitarie cellulari nel mammifero marino a vari trattamenti antiossidanti, visto che il trattamento attuale, che utilizza sostanze anti-infiammatorie, non è in grado di attenuare questa tendenza. Se il nuovo trattamento dovesse funzionare potrebbe essere esteso a molte altre specie.

Insomma: il lamantino è una specie a rischio e questa marea rossa – di cui non si riesce a prevedere la fine – non fa altro che aggravare la sua condizione. E lo stesso vale per altri animali.
La situazione è davvero critica.