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Probiotici in gravidanza? Dimezzano rischio allergie per i bimbi

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Il parere degli esperti sul ruolo dei probiotici per il bebè

Affidarsi ai probiotici durante la gravidanza e somministrarli anche ai bimbi nel primo anno di età può ridurre il rischio di allergie del 50%.

Il dato è stato diffuso nelle linee guida internazionali sui probiotici per la prevenzione delle malattie atopiche e autoimmuni dalla World Allergy Organization (Wao) e dal dipartimento di Epidemiologia Clinica e Biostatistica della McMaster University (Ontario, Canada)

In Italia il problema delle allergie infantili è serio, infatti i casi sono triplicati negli ultimi 20 anni: siamo passati dal 7% al 25%. Un bimbo su quattro soffre di rinite allergica, poi c’è l’asma che colpisce il 10% dei bimbi, senza dimenticare le allergie alimentari che interessano il 3% dei più piccoli. In crescita costante anche la dermatite atopica che colpisce un milione di bambini.

Probiotici e prebiotici: cosa sono e a cosa servono.

‘L’uso specifico di alcuni probiotici, soprattutto durante la gravidanza – spiega all’Adnkronos Paolo Scollo, presidente della società italiana di ginecologia e ostetricia – è oggi fortemente raccomandato sia per il benessere della madre che per quello del nascituro. Nello specifico, alcuni ceppi probiotici influenzano l’ecosistema batterico vaginale e mantengono un livello di pH adeguati prevenendo infiammazioni e infezioni come le vaginosi batteriche e le vaginiti micotiche. Condizioni particolarmente pericolose perché aumentano in maniera importante il rischio di aborto, di parto pretermine e di complicanze post-partum come l’endometrite o possono incidere sul normale sviluppo del feto e determinare un peso ridotto del neonato alla nascita”.

“Fino a poco tempo fa, in ambito pediatrico – sottolinea Giovanni Corsello, presidente della Società italian di pediatria – i probiotici erano impiegati per prevenire e contrastare i principali disturbi gastro-intestinali che si registrano in età evolutiva. Oggi è stato dimostrato che intervenire precocemente sulla microflora intestinale, attraverso i probiotici in fase prenatale, contribuisce a proteggere il piccolo anche da numerose forme allergiche e autoimmuni come la dermatite atopica e la rinite allergica, che colpiscono più della metà dei bambini con allergia”.

“Nella pancia della mamma – aggiunge Mauro Stronati, presidente della Società italiana di neonatologia – il feto non incontra quasi nessun antigene e la sua flora batterica intestinale può definirsi ‘vergine’. E’ solo con la nascita che il neonato acquisisce i primi microorganismi dalla madre durante il parto e comincia a sviluppare i principali meccanismi immunologici e antiinfiammatori. Lo sviluppo della flora intestinale del neonato esercita una profonda influenza anche sulla maturazione del sistema immunitario ed è in questa fase che si possono determinare anche sensibilizzazioni e allergie. La prevalenza delle malattie allergiche nei lattanti i cui genitori o fratelli non presentano allergie è di circa il 10% e raggiunge il 20-30% in quelli con un parente di primo grado allergico. Comprendere i meccanismi di azione preventiva dei probiotici è un risultato importante, se si considera il peso specifico che questi disturbi hanno sulla crescita e la qualità di vita dei bambini”.

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