Omega 3 anche per i vegani

I vegani possono trarre benefici da questi principi, attingendo da fonti non animali

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È stato dimostrato che l'integrazione di alghe nell'alimentazione porta ottimi livelli di acido docosaesaenoico (DHA). Ad affermarlo, un articolo della rivista Journal of Nutrition & Intermediaiary Metabolism. Nello studio, l'autore, J.C. Craddock dell'Università di Wollongong in Australia, ha esaminato la relazione tra l'integrazione attraverso alghe di DHA e i suoi effetti su vegetariani e vegani

Rispetto alle popolazioni onnivore, i vegetariani e i vegani consumano meno DHA: la loro alimentazioni, infatti, prevede un limitato o nullo consumo di pesce e di prodotti di origine animale.

L'obiettivo della ricerca era di determinare in che modo gli integratori con DHA potessero aumentare le concentrazioni di fosfolipidi in chi non li assume quotidianamente con l'alimentazione.

I ricercatori hanno utilizzato i dati di SCOPUS e Web of Science. Per ottenere il maggior numero possibile di dati scientifici, lo studio prevedeva la raccolta di informazioni, indici di plasma e siero DHA o omega-3.

Sulla base dei risultati emersi, è stata trovata una correlazione positiva tra l'assunzione di integratori a base di alghe e l'aumento dei livelli di DHA in vegetariani e vegani.

Gli studiosi ora cercheranno di determinare se l'aumento di omega-3 nei vegetariani e nei vegani ridurrà ulteriormente il loro già ridotto rischio di morte per cardiopatia ischemica rispetto alle popolazioni onnivore, oppure no.

Il futuro è nelle alghe, anche a livello energetico.