Gli animali ci temono

Gli animali hanno molta più paura degli umani che dei lupi, dei cani, degli orsi e degli altri predatori animali

WhatsApp Share

Gli esseri umani sono diventati il predatore dominante in molti ecosistemi, uccidendo le preda con un ritmo fino a 14 volte superiore rispetto a tutti gli altri predatori. Questa uccisione sproporzionata ha portato gli scienziati a sostenere che noi, in quanto uomini, siamo diventati più di predatori, siamo «super-predatori», talmente mortali da salire di gradino e raggiungere livelli di pratiche che possono essere tranquillamente definite insostenibili. 

Il termine è stato coniato in un rapporto del 2015 che raccontava l'impatto degli esseri umani sugli ecosistemi a partire dall'espansione geografica, lo sviluppo delle tecnologie e la crescita della popolazione, tra gli altri fattori decisivi.

Pare che, adesso, se ne siano accorti anche gli animali, a quanto dice la pubblicazione di uno studio della Western University - Canada. Gli animali, insomma, risulterebbero essere consapevoli dell'impatto che gli esseri umani hanno sul loro ambiente, visto che ci temono più di quanto temano tutti gli altri predatori.

Lo studio è stato condotto in Wytham Woods, una foresta dell'Oxfordshire, nel Regno Unito, e si è concentrato sui tassi. Anche se la caccia a questi animali è proibita in tutto il Regno Unito, durante delle interviste gli agricoltori hanno ammesso di uccidere questi animali. E infatti, quando si è sottoposto il tasso al test che simulava l'arrivo di diversi predatori – i cani, per esempio, che uccidono molti tassi (teoricamente anche i lupi e gli orsi bruni sono noti per cacciarli, ma in Gran Bretagna essi risultano estinti da centinaia di anni) – la reazione del tasso è stata chiara: gli altri animali facevano sì che ritardasse semplicemente la sua uscita alla ricerca di cibo, mentre il suono che simulava l'arrivo degli umani ha totalmente scoraggiato il tasso ad uscire dalla sua tana – i pochi che sono usciti, alla fine, hanno aspettato un tempo davvero lunghissimo prima di farlo.

Questi risultati indicano un livello senza precedenti di paura che dovrebbe davvero farci riflettere, visto che sposta il nostro già pesante impatto ambientale a delle profondità impensabili.