La socialità dei figli delle coppie gay

Uno studio racconta che i bambini che hanno genitori dello stesso sesso hanno uguale probabilità di soffrire di problemi comportamentali o sociali dei figli di eterosessuali

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È italiano il team di ricercatori che ha deciso di occuparsi di una realtà che è importante affrontare e discutere: l'omogenitorialità e le sue conseguenze sui bambini.

Lo studio che è stato pubblicato di recente sul «Journal of Developmental & Behavioral Pediatrics», ha incluso bambini di età compresa tra i 3 e gli 11 anni: 195 figli di genitori omosessuali – 70 padri gay che hanno usato una madre surrogata e 125 madri lesbiche con inseminazione tramite donatori – e 195 figli di genitori eterosessuali. L'obiettivo era quello di confrontare le due diverse realtà dal punto di vista dell'adattamento psicologico, del comportamento sociale dei bambini, della coesione e dei processi familiari.

Ne è risultato che i figli dei genitori omosessuali hanno avuto meno problemi segnalati rispetto ai figli dei genitori di sesso diverso, ma i punteggi erano nel range normale per entrambi i gruppi, secondo il rapporto. Complessivamente, in entrambi i gruppi, gli adulti che si sentivano meno competenti come genitori, erano meno soddisfatti nel loro rapporto e inducevano i più bassi livelli di flessibilità familiare che poi procuravano più problemi nei loro figli.

Indipendentemente dal tipo di famiglia, le ragazze sono state segnalate come più socievoli rispetto ai ragazzi. Per quanto riguarda le relazioni dei genitori, invece, i padri gay si sono rivelati come più competenti e soddisfatti della loro relazione di coppia rispetto ai genitori eterosessuali e hanno anche riportato livelli più elevati di coesione e flessibilità familiare rispetto alle madri lesbiche e ai genitori eterosessuali.

Per i ricercatori, il risultato finale è che la struttura sessuale della famiglia non può essere valutata come predittiva degli esiti della salute infantile e che lo studio «mette in guardia i responsabili politici dal fare ipotesi sulla base dell'orientamento sessuale su persone che sono più adatte di altre a essere genitori o su persone a cui dovrebbe o non dovrebbe essere negato l'accesso a trattamenti di fertilità», così dicono in conclusione.