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The Crying Forest: arte contro la deforestazione

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Un fotografo francese proietta immagini di indigeni brasiliani sulla foresta amazzonica per difenderla

Negli ultimi 40 anni, quasi il 20% della foresta amazzonica è stato distrutto, e gli scienziati temono che un ulteriore 20% potrebbe essere perduto nel corso dei prossimi 20 anni. Nel tentativo di aumentare la consapevolezza della deforestazione, il fotografo francese Philippe Echaroux ha catturato ritratti in movimento di indigeni brasiliani e ha proiettato le immagini sugli alberi amazzonici. 

Il progetto, dal titolo «The Crying Forest» richiama l’attenzione sulla tribù nativa Surui, direttamente influenzata dalla massiccia distruzione della foresta.
Nella primavera del 2016, il capo dei Surui, Almir Surui Narayamoga, ha invitato Echaroux nel suo villaggio, dove l’artista di strada ha fotografato gli indigeni per il progetto. Le facce sono state ingrandite e proiettate con attenzione sopra agli alberi della foresta amazzonica, per creare una composizione sorprendente, senza soluzione di continuità: sono quelle le vere facce degli alberi, sono quelle le persone da aiutare. L’installazione, infatti, mira ad accrescere la coscienza dei pericoli di una massiccia deforestazione e l’impatto che questa ha sull’ecosistema e sulle vite dei Surui.

Il capo Narayamoga è stato nominato dal governo brasiliano per aiutare a ripiantare e proteggere la parte della foresta pluviale dove vive la sua tribù, visto che proprio dalla zona Surui partono tutti i giorni oltre 300 camion carichi di alberi e pietre preziose sottratti illegalmente: non ci si pone alcun problema a violare un territorio di appartenenza e a depredarlo, massacrandolo e impoverendolo.

Le foto del progetto «The Crying Foresta» saranno in mostra presso la Galerie Taglialatella a Parigi dal 10 novembre fino al 15 dicembre 2016.

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Amazzonia, ambiente, arte, brasile, The Crying forest

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