«La spirale artica della morte»: un nome terribile, un problema enorme

Il massimo esperto di ghiaccio marino al mondo avverte che la «spirale artica della morte» peggiorerà la condizione già pessima del riscaldamento globale

La spirale artica della morte è un grafico che misura la continua devastazione dovuta alla fusione del ghiaccio nel Circolo Polare Artico e ne racconta l'evoluzione nel corso degli ultimi 30 anni. Gli scienziati del clima hanno pubblicato ripetuti allarmi sull'importanza di questa condizione e su come le emissioni di gas serra debbano diminuire per evitare la distruzione totale ma, con il passare del tempo, le temperature globali continuano a salire e la situazione a peggiorare. 

Nel suo nuovo libro, Peter Wadhams, professore di Cambridge che ha dedicato la sua vita allo studio dei ghiacciai, ha spiegato perché è il momento di iniziare ad ascoltare gli avvertimenti lanciati dagli scienziati.

Ex direttore dello Scott Polar Research Institute, nel suo nuovo libro («A Farewell to Ice») Wadhams ha scritto che il ghiaccio del Polo Nord potrebbe sparire completamente nel giro di pochi decenni, a differenza della previsione che annuncia questa catastrofe per la fine del secolo, con un ritmo del 13% l'anno.

Molti scienziati hanno disegnato chiare connessioni tra le condizioni artiche e gli effetti dei cambiamenti climatici in altre parti del pianeta, ma quello che dovrebbe attirare la nostra attenzione sono le conseguenze che si verranno a creare. Lo scioglimento prolungato dei ghiacciai nel periodo estivo consentirà a molto più metano di essere rilasciato in atmosfera: questo gas aumenterà le emissioni di gas serra peggiorando proprio la situazione che ha causato il suo stesso rilascio e tutto questo condurrà il nostro pianeta verso un punto di non ritorno.

Dobbiamo prenderci cura di questo pianeta: continuare a ignorarne tutti i problemi non ci porterà da nessuna parte.

 

.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER