Giocare fuori casa aiuta il cervello dei bambini

Un nuovo report ci spiega come il tempo all'aperto aumenti lo sviluppo della mente dei più piccoli

Non è la prima volta che lo sentiamo dire: avere la possibilità di giocare fuori casa per un bambino è una grande risorsa che gli permette di nutrire le sue capacità emotive, linguistiche e sociali, migliorando al contempo le strutture cerebrali che supportano il perseguimento degli obiettivi e allontanano le distrazioni. Insomma, il gioco all'aperto è necessario per lo sviluppo sano.
Come raccontato in un recente report pubblicato sulla rivista Pediatrics, il gioco accresce le abilità del bambino mentre gestisce il suo stress tossico.

Quando nella vita di un bambino mancano relazioni sicure, stabili e di valore, lo stress tossico può interrompere lo sviluppo della funzione esecutiva e l'apprendimento del comportamento sociale; in presenza di problematiche di questo genere è proprio il gioco ad essere una giusta «medicina». La comunicazione, la condivisione, l'interazione tra bambini e bambini, ma anche tra bambini e adulti regolano la risposta dello stress e lo controllano.
Anche se la definizione di gioco non è chiara, i ricercatori concordano sul fatto che si tratta di un'attività che viene naturale, utilizza il coinvolgimento attivo e si traduce sempre in una scoperta. Non è obbligatorio, è spontaneo e divertente, senza obiettivi che non siano essere felici.

Quindi è bene far uscire i bambini: permettergli di esplorare il mondo, di fare giochi fisici con gli altri, di sperimentare i giochi di gruppo, cooperare e poi anche di giocare da soli, senza regole, anche perché il gioco libero consente ai bambini di capire le proprie preferenze e cosa gli interessa.
Alti livelli di gioco corrispondono a bassi livelli di cortisolo e quindi a bassi livelli di stress: un'equazione semplice che fa bene al bambino e allo sviluppo della sua mente.

 

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