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Il gioco, una terapia per i bambini ammalati

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Il valore terapeutico del gioco per i piccoli ricoverati è accertato. Lunedì 1° dicembre il corso dell’ospedale Bambino Gesù

 

Da tempo il gioco non viene considerato più un semplice passatempo da ‘offrire’ ai bambini ricoverati in ospedale, ma parte integrante della cura. E’ ormai largamente dimostrato che la creatività ed il gioco siano mezzi attraverso i quali il bambino può strutturare un rapporto con il mondo esterno, esprimere e comunicare sentimenti, controllare situazioni, rovesciare i ruoli, esprimere l’aggressività, rimettere in scena in maniera attiva ciò che ha dovuto sperimentare in modo passivo. In un processo di cura completo, dunque, anche questo aspetto deve essere debitamente curato dagli operatori sanitari e con il coinvolgimento dei genitori.

Non basta semplicemente creare degli spazi attrezzati e mettere a disposizione del bambino giochi e passatempi. La malattia può rendere il piccolo apatico e insicuro, mentre il gioco gli permette di creare, sentirsi libero, rielaborare sentimenti negativi. L’ingresso in ospedale viene vissuto dal bimbo come trauma: la lontananza dalla famiglia, l’estraneità e la freddezza dell’ambiente ospedaliero, il dolore. Da qui possono nascere disturbi psicologici come aggressività, ansia, arresti dello sviluppo della personalità. Il gioco, opportunamente indirizzato da operatori specializzati, ha un valore terapeutico, poiché si è rivelato capace di prevenire e curare questi disturbi.

A questo argomento è dedicato il corso organizzato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in programma lunedì 1° dicembre 2014 presso l’Aula Salviati. Per le iscrizioni bisogna compilare la scheda d’iscrizione ed inoltrare a: direzione.sanitaria@opbg.net entro il 20 Novembre 2014. L’iscrizione al corso è gratuita. Qui trovate il programma del corso e il modulo di iscrizione http://www.uniamo.org/it/news/news-italia/749-quel-che-i-bambini-non-dicono–il-valore-terapeutico-del-gioco-nella-cura-del-bambino-in-ospedale.html

AS

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