Scarpe per le nostre imperfezioni

Il marchio Atoms crea delle scarpe con quarti di numero e con vendibilità separata tra destra e sinistra, in modo da far stare a suo agio ognuno dei nostri piedi

Quante volte ci è capitato di avere una giornata rovinata a causa di una cattiva scelta delle scarpe? Molte volte, perché i nostri piedi sono tutti diversi: non solo rispetto a quelli degli altri, ma anche tra di loro. Infatti, quello che capita spesso, è che a rovinare le nostre giornate sia uno solo dei due.

Il nuovo marchio di calzature Atoms ha rilevato che il 60% delle persone ha una differenza di almeno un quarto di numero tra il piede destro e il piede sinistro. Eppure, nonostante ciò, quando compriamo le scarpe succede sempre che ne prendiamo due della stessa misura – questo vuol dire che per il 60% delle persone uno dei due piedi starà sicuramente stretto o largo, a seconda di quale è stato preso come standard.
Atoms ha quindi deciso di creare un modello aziendale nuovo di zecca che, oltre a poter essere venduto nella dimensione dei quarti, si può anche differenziare – prendendo per esempio un 37.25 per la destra e un 37.75 per la sinistra.

Funziona così: si ordinano le scarpe del proprio numero (orientativo) e, nel caso in cui non si ammetta di non conoscere la misura precisa dei propri piedi, se ne ricevono tre. In questo modo si possono provare i numeri e selezionare la scarpa sinistra e destra che si adattano meglio al proprio piede. Poi si restituisce il reso gratuitamente.

Il design delle scarpe è ispirato alle classiche scarpe da tennis, unendo però a questo una semplicità di linee e di colori che gli permettono di essere indossate ogni giorno. Composte di materiali di alta qualità, le scarpe Atoms hanno lacci elasticizzati estremamente facili da infilare e togliere, un'intersuola in schiuma brevettata incredibilmente comoda e una tomaia con un rivestimento antimicrobico in rame per uccidere i batteri e prevenire l'odore.

La Atoms è una azienda con base a New York e per ora opera solo negli Stati Uniti. Ha avuto un'idea, però, che potrebbe essere usata in tutto il mondo.
Speriamo che arrivi presto anche da noi.

 

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