Lennon, la leggenda continua trent'anni dopo la morte

8 Dicembre 1980 John Lennon viene ucciso a New York fuori da casa sua e in un attimo l’uomo diventa leggenda. Avrebbe avuto 70 anni oggi John che dai Beatles aveva preso le distanze, per via del risentimento pronunciato nei confronti della sua Yoko, giapponese, artista e libera pensatrice. Era diverso lui, fin dai tempi della scuola elementare a Dovedale (Inghilterra) forse per via del fatto che il padre non lo conosceva e la madre non viveva con lui e andava a fargli visita saltuariamente, troppo fragile lei per mantenere un figlio in condizioni decenti, allora venne cresciuto dalla zia. Una sensibilità fuori dal comune quella di Lennon, che fece una enorme differenza nel gruppo e si rese tangibile nei testi dei brani che negli anni ’60 erano diventati la voce di una intera generazione. Era un ribelle un giovane arrabbiato con la vita e deciso a prendersi la sua rivincita, al punto che se non fosse diventato musicista avrebbe fatto il delinquente, salvo poi ammettere che era forse troppo vigliacco o magari troppo buono per potersi arricchire sulle disgrazie altrui. Sono esistiti due John Lennon il primo è quello che tutti conosco e che dei Beatles era il leader carismatico genialoide e irriverente; il secondo era il marito fedele e il padre attento, dedito a fare il casalingo ed a occuparsi di suo figlio mentre la moglie era sempre più inserita nel mercato dell’arte che fa i numeri. Una volta intervistato nel 1965 John rilascia questa dichiarazione: ’Quello che mi spaventa è che magari un giorno spunta fuori un esaltato e Dio solo lo sa cosa può succedere. In America non si può mai sapere, se ne vanno tutti in giro con le pistole... pensando che le pistole siano un’estenisone delle braccia’... Nessuno avrebbe mai potuto credere che questo era esattamente quello che sarebbe accaduto, eppure, il gesto di un folle ha segnato la fine terrena di una delle menti più illuminate dei nostri tempi. (Stefano Accetta)