Probiotici e prebiotici: cosa sono? A cosa servono?

Vediamo insieme cosa sono i probiotici e i prebiotici. A cosa servono? E quali regole e bene rispettare nell’assunzione?

 

Sul sito del Ministero della Salute si legge a proposito dei probiotici: “Il termine probiotico è riservato a quei microrganismi che si dimostrano in grado, una volta ingeriti in adeguate quantità, di esercitare funzioni benefiche per l'organismo”. Si tratta, in sostanza, di batteri che vengono assunti attraverso preparazioni specifiche o alimenti che li contengono (yoghurt e latte fermentato) e che riescono a colonizzare l’intestino umano. Per essere considerati probiotici, questi microrganismi devono possedere alcune caratteristiche quali:

 

1.      Essere vivi e attivi e in grado di resistere alle condizioni ambientali intestinali

2.      Resistere a pH estremi come l’elevata acidità dello stomaco e la basicità del succo pancreatico

3.      Far  parte della normale microflora intestinale in condizioni di salute

4.      Colonizzare e riprodursi nell’intestino umano, competendo e contrastando la crescita di microrganismi patogeni

5.      Essere sicuri per la salute umana senza presentare controindicazioni ed effetti collaterali, specie in individui immunocompromessi e debilitati

 

Questa è la Carta d’Identità di un probiotico. Ma perché mai dovremmo assumere batteri? Le prime osservazioni su questi microrganismi risalgono ai primi del ‘900 e nel corso degli anni la comunità scientifica ha prestato sempre più attenzione allo studio dei probiotici. I numerosi studi effettuati hanno messo in luce gli effetti che questi batteri benefici esercitano sull’organismo umano, ed è ormai nota la loro azione di stimolazione del Sistema Immunitario gastro-intestinale. Nell’intestino è presente un Tessuto Linfoide specifico (GALT; Gut Associated Lymphoid Tissue) il quale protegge direttamente l’individuo dall’attacco e dalla colonizzazione di microrganismi patogeni. Un’altra importante funzione è quella di produrre sostanze ad azione antimicrobica(batteriocine, acido lattico e acqua ossigenata) nei confronti di batteri patogeni. L’intestino è in contatto con il mondo esterno, a differenza di quanto comunemente si immagina, ed è di fondamentale importanza che la barriera intestinale sia integra per evitare che batteri patogeni la penetrino ed entrino nell’organismo, causando la malattia. Una delle funzioni dei microrganismi probiotici è proprio quella di migliorare e stabilizzare questa barriera, formando unbiofilm protettivo e diminuendo di conseguenza la permeabilità intestinale. Inoltre, i batteri probiotici esercitano una vera e propria azione di competizione interspecifica per nutrienti e per la colonizzazione della nicchia ecologica intestinale. Un altro vantaggio di assumere probiotici è quello di avere anche una protezione nei confronti di tossine e sostanze cancerogene introdotte con i cibi e/o sviluppate in seguito ai processi digestivi. Insomma, ci sono dei validi motivi per cominciare a introdurre nel nostro organismo i fermenti lattici probiotici, i cui effetti vanno oltre la sola funzione di regolarizzazione intestinale.

I principali gruppi di batteri probiotici sono i lattobacilli e i bifidobatteri (e altri). E’ importante non mescolare a caso vari ceppi di probiotici tra loro, in quanto la competizione inter-specifica può annullare gli effetti di un ceppo a favore dell’altro.

Quando assumere i fermenti probiotici? E’ importante assumerli a stomaco pieno in quanto il cibo li protegge dall’eccessiva acidità dello stomaco. Inoltre, essendo batteri vivi liofilizzati (dormienti), devono risvegliarsi in un ambiente adeguato e ricco di nutrienti, in modo da potersi riprodurre e colonizzare l’intestino umano.

Concludendo possiamo dire che per usufruire dei benefici dei fermenti probiotici sopramenzionati, è necessario che il prodotto in commercio (che sia yoghurt, latte fermentato o polveri liofilizzate) contenga fermenti lattici tipici dell’intestino umano e cioè in grado di sopravvivere, colonizzarlo ed entrare a far parte del microbiota intestinale. Inoltre è importante conservare la confezione al riparo dalla luce, dall’umidità, da fonti di calore e preferibilmente a temperature basse. Inoltre, ci tengo a ribadirlo, è importante che siano formulazioni ben bilanciate e non miscele eterogenee, per evitare l’instaurasi della competizione interspecifica di cui sopra.

Fin’ora abbiamo parlato di probiotici, ma cosa sono i prebiotici. Riprendendo la definizione data dal Ministero della Salute, possiamo dire che i prebiotici sono“sostanze non digeribili di origine alimentare che, assunte in quantità adeguata, favoriscono selettivamente la crescita e l'attività di uno o più batteri già presenti nel tratto intestinale o assunti insieme al prebiotico”. In parole povere sono il cibo per i nostri batteri probiotici, e composti essenzialmente di inulina e FOS (Frutto OligoSaccaridi). Se in associazione con i probiotici vengono definiti simbiotici, ossia associazioni specifiche di probiotici e prebiotici.

Detto questo, è corretto affermare che la salute inizia dall’intestino. Infatti, ci sono numerosissimi studi che mettono in relazione una compromissione del microbiota intestinale con svariate patologie a carattere infiammatorio (obesità compresa) e autoimmune. E’ bene quindi prestare attenzione all’alimentazione, la quale influisce molto sulla composizione della nostra flora intestinale. Inoltre è opportuno integrare la dieta, laddove ve ne sia necessità, con formulazioni specifiche di fermenti probiotici al fine di riequilibrare il microbiota intestinale e potenziare le difese immunitarie.

Paolo Gozzo 

 

Bibliografia:

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1016_allegato.pdf

Sito del Ministero della Salute

Sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

Salminen S, Ouwehand A, Benno Y and Lee YK. 1999. Probiotics: how should they be defined? Trends in Food Science & Technology 10:107-110.

Isolauri E, Salminen S, Ouwehand AC. 2004. Probiotics. Best Practice & Research Clinical Gastroenterology. 18(2):299–313.

Collado MC, Rautava S, Isolauri E, Salminen S. 2014. Gut microbiota: source of novel tools to reduce the risk of human disease? Pediatr Res.

Sanz Y, Olivares M, Moya-Pérez A, Agostoni C. 2014. Understanding the role of gut microbiome in metabolic disease risk. Pediatr Res.

Cox AJ, West NP, Cripps AW. 2014. Obesity, inflammation, and the gut microbiota.

 

Lancet Diabetes Endocrinol.

 

 

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