Un braccio meccanico per aiutare i disabili

Le persone che vivono su una sedia a rotelle potrebbero gestire meglio le attività quotidiane più difficili grazie a un aiuto robot

Si chiama Jaco il braccio robotico prodotto dalla società tecnologica Kinova Robotics che può aiutare le persone che usano le sedie a rotelle ad avere a che fare con alcuni gesti giornalieri che potrebbero risultare troppo impegnativi.

Il braccio meccanico, infatti, può essere collegato alla sedia e funzionare come una sorta di terzo braccio per permettere alle persone con mobilità limitata di vivere la propria vita con un grado di indipendenza maggiore: le persone possono controllarlo usando gli stessi controlli che già usano per guidare le sedie a rotelle – Kinova ha integrato il braccio nei controlli esistenti per renderlo il più semplice e intuitivo possibile – e, come se fosse un'estensione di loro stessi, possono usarlo per per aprire porte, afferrare tazze, truccarsi, fare un puzzle e qualsiasi altra cosa gli venga in mente.

Realizzato in fibra di carbonio, Jaco ha tre dita e sei gradi di libertà; è nato per un'ispirazione famigliare del co-fondatore della compagnia, Charles Deguire. «Suo zio», spiega Digital Trends soffriva di distrofia muscolare. Questa grave malattia degenerativa muscolare causa l'indebolimento e l'eventuale rottura dei muscoli scheletrici. Attualmente non esiste una cura e compromette gravemente l'indipendenza dei pazienti che colpisce».

Ovviamente (e purtroppo), Jaco è davvero molto costoso: si attesta sui 35.000 Dollari, quindi non è esattamente destinato a diventare un dispositivo medico di utilizzo standard. Sarah Woolverton, responsabile del marketing e della comunicazione di Kinova, ha detto a Digital Trends che è in corso la realizzazione di una versione più economica, ma che ridurre i costi significa anche ridurre la velocità del braccio robotico e le sue caratteristiche di controllo.

 

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