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Ti ricordi cosa facevi a due anni?

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Gli psicologi parlano dell’amnesia infantile, ossia dell’incapacità “da grandi” di ricordare i primi anni di vita

Se ci alleniamo possiamo ricordare bene tutto quello che ci accade, ma non possiamo recuperare cosa ci è accaduto prima del terzo o quarto anno di vita. E’ qualcosa di quasi paradossale, dal momento che i bambini molto piccoli hanno un grande numero di sinapsi e dimostrano di ricordare gli eventi che li riguardano. Ma dove finiscono, allora, questi ricordi?

In un articolo pubblicato su Nautilus, gli scienziati hanno dichiarato di essere a buon punto nella scoperta dei meccanismi cerebrali che riguardano la memoria dei nostri primi anni di vita, affermando che probabilmente i primi ricordi svaniscono solo per lasciare posto ai successivi.
Dalla nascita all’adolescenza, il cervello configura i circuiti e mette a punto i percorsi elettrici. Mentre il cervello cresce e si “ottimizza”, l’individuo si adatta e impara. In questo momento le regioni che creano i ricordi sono ancora in via di costruzione e non sono in grado di formare ricordi adatti a resistere. Di conseguenza, sono meno stabili.

Karl Deisseroth della Stanford University e i suoi colleghi hanno suggerito una diversa spiegazione. Secondo loro, la neurogenesi potrebbe richiedere anche la capacità di dimenticare. Poiché l’ippocampo del cervello può contenere solo un certo numero neuroni, deve far posto, scartando quelli più vecchi.
Che fare? Se siete genitori di bambini molto piccoli, potete tenere un diario dei momenti più preziosi, fare dei video e delle registrazioni audio. Risentire la propria prima parola, vedere la prima reazione davanti a qualcosa di inaspettato o solo guardare come si ci muoveva, da grandi, potrebbe essere qualcosa di meraviglioso.

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bambini, cervello, memoria

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