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Energia, su rinnovabili l’Ue richiama l’Italia

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Il Commissario Europeo dell’energia, Guenter Oettinger, critica l’Italia sui decreti sulle rinnovabili e accoglie le richieste di Anev

Il Commissario Europeo all’Energia Oettinger ha dichiarato in una lettera di richiamo al Governo italiano che la nuova legislazione sugli incentivi alle Rinnovabili è inadeguata, accogliendo, quindi, le proposte avanzate dalla delegazione Anev recatasi lo scorso aprile a Bruxelles, al fine di sollecitare un intervento in questa direzione.

Come rappresentato da Anev al Commissario Oettigner a fronte di una serie di successi che si sono determinati sino al 2010 nel settore delle rinnovabili, nonostante i problemi tuttora irrisolti delle lungaggini burocratiche e della connessione alla rete elettrica, a partire da marzo 2011, con l’emanazione del D.lgs. 28/2011 in attuazione della Direttiva comunitaria 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, l’intero settore si è trovato in una situazione drammatica.

Gli operatori del settore, con grande senso di responsabilità, hanno accettato un taglio temporaneo (fino al 2015) del valore dell’incentivo per aiutare a sopportare la crisi contingente, – come più volte puntualizzato dall’Anev negli incontri con le Istituzioni – a fronte di una ristabilizzazione del medesimo livello pre taglio dal 2016. Il perdurare del ritardo nell’emanazione di questi dispositivi sta comportando gravi incertezze nel ritorno degli investimenti, tanto che molti istituti finanziatori hanno dichiarato il default su alcuni progetti poichè sono a rischio di ripagamento in assenza di un valore certo.

A fronte di quanto esposto da Anev, il Commissario Europeo boccia il sistema dei registri e delle aste che non fanno che aggravare la già eccessiva burocrazia e che rendono impossibile il finanziamento dei progetti, come del resto è critica anche la scelta di apportare tagli alla tariffe incentivanti, eliminando la possibilità per i produttori indipendenti di accedere al finanziamento dei progetti, segnale fortemente  negativo in tempi di crisi economica.

“Il Governo tenga conto dell’ennesimo ammonimento, stavolta proveniente dall’UE, in merito all’inadeguatezza dei Decreti Ministeriali sulle Rinnovabili” commenta il Presidente dell’Anev, Simone Togni “La situazione dell’eolico, come più volte rappresentata dall’Anev in tutte le sedi competenti, oggi è veramente grave e si rischia che l’Italia rimanga il fanalino di coda dell’ Europa intera”.

(com)

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