Abruzzo. Tradizione ed innovazione, con un occhio all'ambiente ed al territorio

Santo Stefano in Sessanio, borgo abruzzese nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso, è stato tra i primi e meglio riusciti esempi di 'albergo diffuso'. Un fascino millenario, l'assoluto rispetto di tradizione e territorio, la valorizzazione dei prodotti tipici. Ecco i segreti di una storia di successo

Nel suggestivo borgo medievale di Santo Stefano di Sessanio, situato nel Parco nazionale del Gran Sasso, si è sviluppato nel 1999, grazie all’idea di Daniele Kihlgren, un interessante esempio di “albergo diffuso”, ovvero un progetto di valorizzazione della storia e della cultura di un intero territorio. Le stanze, infatti, sono ricavate da edifici già esistenti ma ristrutturati. La struttura accoglie 46 stanze, botteghe di artigianato locale, una cantina di prodotti enogastronomici tipici, una locanda specializzata nella gastronomia della montagna abruzzese, un centro benessere ed un centro escursioni.

Alla base dell’idea idea di Sextantio c’è l’orientamento culturale a considerare il fattore tempo quale importante forma di conoscenza alla base del cambiamento. La filosofia del progetto: il restauro nel rispetto assoluto delle caratteristiche degli immobili, preservandone l’autenticità. A questo scopo sono stati effettuati studi storici, ricerche architettoniche per recuperare i materiali compatibili, ricerche fotografiche per riprodurre fedelmente l’arte povera delle. E la caratterizzazione storica originaria non ha impedito di sfruttare le potenzialità della tecnologia: l’esempio più significativo è il riscaldamento delle stanze, sotto il pavimento, gestito da un sistema di teleriscaldamento.

In futuro saranno riattivate altre tradizionali botteghe artigiane (dell’oreficeria, della tessitura, del tombolo e della ceramica), tutte dotate delle strumentazioni autentiche. Inoltre, i terreni limitrofi al saranno utilizzati per la coltivazione di tipicità enogastronomiche (la lenticchia, il cece, il farro, il formaggio pecorino, il tartufo nero) che hanno caratterizzato il territorio, nonché varietà colturali (il crocus sativus dal quale si ottiene la nota prelibata qualità di zafferano, mandorle e pasta di altissima qualità). (C.A)

 

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