Il turismo sostenibile passa per la Via Francigena

La via Francigena meta per il turismo sostenibile. E’ questo lo scopo della regione Toscana, che il 6 maggio e’ impegnata nella valorizzazione e nella scoperta degli antichi itinerari di fede

Il 6 maggio tutti in ‘via Francigena’, la vecchia via dei pellegrinaggi, un insieme di strade e sentieri che sin dalle più lontane epoche sono stati percorsi per raggiungere Roma. L’appuntamento rappresenta la quarta edizione di un evento dedicato ai piccoli e grandi itinerari di pellegrinaggio italiani, organizzato dalla Rete dei Cammini. A questo appuntamento non mancheranno numerose associazioni impegnate nella salvaguardia dei percorsi storici e del patrimonio ambientale e culturale.

Lungo la via Francigena e gli antichi percorsi di fede e di cultura si vogliono riscoprire le bellezze e le origini della terra Toscana e dell’Italia intera. Ed è per questo che la Regione Toscana vorrebbe rendere la via Francigena meta di turismo e realizzare un'autostrada del turismo sostenibile, lasciando che possa essere percorsa a piedi, in bicicletta o a cavallo.

Rendere la via Francigena meta di turismo sostenibile è importante per lo studio del territorio dal punto di vista storico e per poter apprezzare a pieno una regione come la Toscana. Nel Medioevo la via Francigena o via Romea, rappresentava il principale percorso di pellegrinaggio religioso verso le città sante della cristianità Roma e Gerusalemme. I pellegrini potevano sostare a Roma sulle tombe dei santi Pietro e Paolo oppure proseguire lungo il tracciato dell'antica Appia Traiana fino ai porti pugliesi, dove era possibile imbarcarsi e raggiungere Gerusalemme. A nord, superate le Alpi, la Francigena si raccordava alla via Tolosana che conduceva a Santiago di Compostella, dove la reliquia di S. Giacomo Apostolo costituiva un forte richiamo per i pellegrini di tutta Europa.

(GC)

 

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